Incontro con Alessandra Celletti – l’esperienza del volo e della leggerezza in musica

Ho visto che il tuo primo album è del 1994 ed è dedicato a Debussy e Satie. Perché hai deciso di avvicinarti a questa tipologia di musica. Cosa ti ha affascinato della musica classica?

Debussy, Satie e anche Ravel sono i miei tre autori del cuore, soprattutto Satie. Io suono da quando sono bambina e ho frequentato il conservatorio. Naturalmente lì si studia la musica classica, ma a me l’approccio accademico mi è sempre stato un po’ stretto. La musica mi piace tutta dal pop al rock, all’elettronica fino al punk. Della musica francese mi piace l’attenzione ai colori e alle sfumature mentre di Satie mi affascina la sua essenzialità e la sua profondità espressa con poche note soltanto.

Della tua musica c’è qualche cosa che mi ha rapito, quando ti ho ascoltata la prima volta, nel 2008. Prima di tutto la melodia, che ha un retrogusto a volte, malinconico eppure l’effetto che dà è di serenità. Forse le due cose non sono alternative, ma connesse. Poi ho ascoltato una recente intervista, in cui parli della “predisposizione alla contentezza”. Come riesci a fondere questi aspetti che sembrano distanti: malinconia nella melodia con l’effetto della serenità?

Forse questa è proprio l’essenza del mio modo di essere. Sono una persona allegra e giocosa, ma in profondità c’è un animo malinconico. Attraverso la musica riesco a conciliare questi due aspetti che sono inseparabili. Sono felice di riuscire a trasmettere questo nella mia musica. E comunque credo che ciò che riesce a trasformare la malinconia in serenità sia la leggerezza…

Interessante! Una leggerezza cercata nella composizione delle melodie? Delle note?

Una leggerezza ricercata costantemente e dappertutto…dal mio modo di vivere, al modo di relazionarmi con le persone …fino alla ricerca del timbro sul pianoforte…e poi c’è la mia passione per il volo…sai che avevo il brevetto di aliante?

 No, non lo sapevo! Quindi “voli”?

Ora il brevetto e scaduto, quindi purtroppo volo solo raramente quando qualcuno mi accoglie nel suo aliante e mi porta in aria…ma coltivo il sogno di ricominciare. Volare è sempre stata la mia passione

In un certo senso hai esteso la passione per il volo nella musica. Io mi sento molto leggero quando ti ascolto al pianoforte o ti sento cantare.

Grazie! Questo è un bellissimo complimento. Questo è ciò che desidero trasmettere.

Personalmente ci sei riuscita. Ci sono delle musiche e canzoni che mi piacciono molto. Forse perché sono legate al momento che ti ho conosciuta, nel 2008. Ma Dear to me, Hundred Points, Drops of life sono per me stupende. Ho però una passione enorme per Shooting Stars, anche per il video. Mi piacerebbe sapere come nascono queste melodie, quando le pensi, cosa fai per tradurle in musica.

Non lo so neanche io! A volte mi sembra che stiano già lì da qualche parte e arrivino da sole. Io non faccio altro che sedermi al pianoforte e suonare alcune note, e ad un certo punto arrivano quelle che mi piacciono. Allora le ripeto un po’ di volte fino a che me le ricordo a memoria.

Sempre in quegli anni ho avuto la fortuna di conoscere un’altra compositrice e le chiesi la stessa cosa. Disse, vado a memoria, che le note e le melodie erano già nello spazio e che lei si limitava a metterle in ordine quando si sedeva al pianoforte. E’ una sensazione simile?

Si, forse. C’è una relazione tra noi e lo spazio infinito e se siamo sufficientemente aperti possiamo percepirne i suoni e i colori…

C’è quasi del mistico, della leggerezza anche qua, come l’aria.. una sospensione tra due “mondi”.

Io mi sento un po’ così. Sempre in bilico tra due mondi, ma è una sensazione bella se si supera la paura del vuoto.

Ora volevo chiederti qualcosa su una tua collaborazione passata. Hai lavorato con un compositore e musicista tedesco, Roedelius. Come è nata questa collaborazione? Come vi siete “trovati”?

Si, ci siamo conosciuti prima virtualmente attraverso myspace. Lui aveva ascoltato le mie interpretazioni di Satie e così mi invitò a suonare in un festival da lui organizzato in Austria. In quell’occasione abbiamo scoperto di avere molte cose in comune: artisticamente e caratterialmente. Così abbiamo deciso di collaborare suonando insieme dal vivo e poi incidendo un disco: “Sustanza di Cose Sperata“.

Farete altri lavori insieme?

Roedelius Celletti

Purtroppo le cose tra noi si sono complicate non poco, quindi non faremo altri progetti insieme. A meno che non esistano i miracoli, ma io ai miracoli non ho mai smesso di crederci!

Speriamo che il miracolo avvenga perché ho ascoltato dei video su youtube dell’esibizione ed era emozionante…

Si, abbiamo una bellissima sintonia.

Tornando al “come” vi siete conosciuti però, mi sembra di capire che myspace sia stato un elemento importante. Hai anche fatto conoscere uno dei tuoi album ad un produttore inglese in questo modo. Giusto?

Si myspace è stato per me un mezzo importantissimo. Way Out è stato pubblicato dall’etichetta inglese LTM che mi ha contattato tramite appunto myspace. E dopo mi ha trovato così anche Michael Sheppard dell’etichetta americana indipendente Transparency. Con Michael si è instaurato un rapporto bellissimo fatto di grande rispetto ed entusiasmo. Con Transparency ho già inciso 3 album e tra un po’  sarà pronto il mio nuovo lavoro.

Volevo proprio arrivare a parlare dell’ultimo lavoro. Solo una domanda ancora prima. le etichette che ti hanno sostenuta sono tutte straniere, inglesi e americane. Perché in Italia questo non è stato possibile. Come mai secondo te è difficile farsi conoscere e pubblicare in Italia. Senza piaggeria, i tuoi lavori sono di altissimo livello, la critica musicale ha recensito i tuoi album con valutazioni altissime.. è miopia da parte delle case discografiche o cosa?

In realtà il mio primo lavoro è auto-prodotto e io sono italiana! Poi ha prodotto alcune mie cose la Kha che è una piccola etichetta romana. Io non sono “esterofila”, ma per me è andata così. La sintonia migliore si è creata fuori dall’Italia. Se devo dire la verità io mi ritengo molto fortunata perché ho una grande libertà artistica.

Sarebbe bello però che le radio per esempio, passassero anche musica diversa da quella solita, commerciale. Per far conoscere maggiormente gli artisti e la qualità. Per fortuna c’è internet: myspace, youtube e facebook.

Si magari le radio più “commerciali” potessero avere visioni più ampie. Purtroppo ci sono meccanismi economici che spesso non permettono questa libertà…Come dici tu siamo in un’epoca fortunata per la comunicazione perché internet apre le porte ad uno scambio davvero strepitoso. Pensa che di recente ho fatto un concerto in streaming per la “giornata della lotta alla Tbc” : eravamo 48 musicisti da tutte le parti del mondo e ci siamo alternati suonando in diretta per 24 ore. E’ stata una bellissima esperienza.

Un concerto online? La rete ha i suoi aspetti positivi.

La rete ha tantissimi aspetti positivi, ma come tutte le cose ha anche l’altra faccia della medaglia. Dipende dagli esseri umani saper trarre il meglio dalle cose che si hanno a disposizione.

E il tuo ultimo album come sarà? Qualche anticipazione sulle musiche, le atmosfere, lo stile? Quando è prevista l’uscita? E con quale etichetta?

E’ un album per me molto “importante”. Come sempre riguarderà il mio legame con il volo e con il cielo stellato. Sarà un album in un certo senso “estremo” perché il mio interesse è andando diritto all’essenza del suono, alla musica intesa come colore e sperimentazione timbrica. Inoltre ho voluto accostare alle mie composizioni autori che sento vicini nel modo di intendere la musica come strumento per “rendere visibile l’invisibile”. Ho lanciato le monete per formare 3 esagrammi. Si sono formati il “Cielo”, la “Luna Crescente” e la “Visione”. E forse l’album partirà proprio da queste note. Ho provato a far cantare le stelle, a far emergere un giglio dalla nebbia, seguendo il suono fino a dissolvere l’immagine di un sogno.

Un lavoro poetico. In bocca al lupo! E chi ti accompagna in questa nuova avventura?

Accanto al mio pianoforte ascolterete i colori di una fisarmonica, un flauto basso, le note struggenti di un sax, la magia di un theremin, il ritmo delle percussioni. Non vi anticipo ancora i nomi dei musicisti, ma qualcuno di voi, che mi conosce meglio, potrebbe già indovinarli. Inoltre ho deciso di registrare non in studio, bensì nella mia casa e con il mio pianoforte perché per un lavoro di questo tipo avevo bisogno di una totale confidenza con i suoni e i colori che volevo ritrovare. E poi la mia casa, piccola e caotica, rappresenta la mia base di lancio verso l’infinito. L’album uscirà dopo l’estate.

Hai in mente anche qualche concerto?

Michael sta cercando di preparare l’uscita anche con una serie di concerti in America. Forse New York, S. Francisco e Los Angeles.

Allora non mi resta che farti un grosso in bocca al lupo per la tua meravigliosa musica. Attendo con ansia di ascoltare le tue nuove musiche.

Grazie!

Note:

l’intervista è stata realizzata venerdì 05 aprile 2013, con Alessandra Celletti. Intervistatore: Federico Quadrelli,

il post è stato citato anche su http://www.formiche.net, nello spazio blogger di Federico Quadrelli, 08 aprile 2013.

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