A proposito della “SOCIOLOGIA”… commenti e analisi di una “pagina facebook”

Nel 2008/2009 decisi di aprire una pagina facebook dedicata alla Sociologia. Mai avrei pensato ad un risultato così positivo. Da quando ho iniziato a dedicarmi con più impegno a questo spazio, il numero d’interazioni è aumentato esponenzialmente. Sia chiaro, non c’è nessun ritorno economico. È la pura gioia di vedere tante persone, da tutte le parti del mondo, interessate alla sociologia, alla comprensione del mondo sociale.

La rivita online “L’eretico” (il cui sito è stato chiuso a seguito di un attacco hacker, purtroppo) dedicò un articolo a questa mia pagina. All’epoca gli utenti erano arrivati a 18000, e l’autore della rivista si disse “sorpreso” che, in uno spazio come quello di internet, ci potessero essere tante persone interessate o quanto meno affascinate, dalla sociologia, scienza critica della società. Anche il prof. Micheal Burawoy, della Berkeley University, già presidente dell’associazione americana di Sociologia, in risposta ad una mia email, si disse impressionato dal successo della pagina. Conservo ancora questa email, come piccola gioia personale. È poca cosa, ma per me fu importante.

Transnazionalismo, multiculturalismo e interdisciplinarietà

La pagina di Sociologia rappresenta, lo dico senza alcuna presunzione, un bellissimo esempio di transnazionalismo, multiculturalismo con un pizzico d’interdisciplinarietà.

Le tecnologie rappresentano, oggi, l’acceleratore delle trasformazioni sociali. Attraverso internet, per esempio, è stato possibile stravolgere tempi e modi di vita. Le distanze si sono fatte insignificanti, così come il colore della pelle, la lingua parlata, la religione professata e l’ideologia politica. Possiamo parlare con un perfetto sconosciuto, o una perfetta sconosciuta, che vive a decine di migliaia di chilometri di distanza come se fossimo vicini di stanza. Possiamo leggere e scrivere in una lingua che non abbiamo mai studiato, utilizzando un traduttore di google. Possiamo discutere di politica e di religione con chi la pensa diversamente, senza timori, remore o vergogne nell’affrontare certi temi. Possiamo anche fare conoscenza con persone che forse non vedremo mai, ma con cui possiamo condividere pensieri, emozioni e visioni del mondo presente e futuro. Il tutto, semplicemente sfruttando un “medium” come internet. Come ho già scritto: con un semplice click!

La pagina di Sociologia è un esempio nitido di quanto ora affermato. Ci sono utenti che partecipano attivamente con commenti, condivisioni e con click continui, e sono una parte piccola del totale, lo si vedrà. Ci sono utenti che non partecipano per niente e altri che osservano con distacco. Ci sono utenti che parlano portoghese, e altri spagnolo. Altri ancora parlano italiano, francese o inglese. Molti di questi utenti vivono in Brasile, altri in Europa, altri ancora in Australia. Ci sono utenti studenti universitari, altri sono già laureati, alcuni hanno un dottorato, altri sono docenti o liberi professionisti. Tra di loro ci sono anche alcuni giornalisti, politici e scrittori.

La pagina di Sociologia è diventata uno spazio che cresce incessantemente da quattro anni a questa parte, in cui le differenze di età, sesso e status sociale si sono appiattite “quasi” completamente. Questo è insito nella natura del “medium”: siamo tutti utenti facebook, ciascuno con la propria storia e biografia, siamo tutti “uguali”. Infatti, la possibilità che uno studente dialoghi a colpi di “post” con un docente universitario, un giornalista o un politico, non è cosa semplice nel mondo reale, mentre è la norma nel mondo virtuale. Per questo, ho deciso di dedicare questo articolo alla mia pagina di Sociologia, perché rappresenta un piccolo case-study sull’uso di internet e dei social media come piattaforma di scambio d’idee, saperi, opinioni e dunque di incontro libero da convenzioni sociali tradizionali. Non posso definire questo spazio una “comunità” anche se il linguaggio comune parla ormai di “comunità virtuali”, poiché, come affermato da Guido Martinotti, per un intervento su Treccani.it, le comunità sono fatte di persone e dunque, l’accezione “virtuale” è una contraddizione.

Le persone che stanno dietro allo schermo e che si “incontrano” in questo spazio virtuale, sono però in contatto “semi-diretto”, c’è una mediazione della tecnologia, ma chi digita sulle tastiere è una persona vivente, un qualcuno che respira, pensa, ama, soffre, si interroga e così via. Manca, certo, l’aspetto dello “stare insieme” ad un tavolo, del guardarsi, del recepire il senso del linguaggio non verbale, della vicinanza fisica con altri come noi. I critici dei nuovi media, e dei social media in particolare, parlano di un progressivo alienamento delle persone rispetto alla vita sociale e affettiva. Mi torna in mente un’immagine, che ho visto tempo fa, in cui la città del futuro era caratterizzata da parchi e punti di incontro, in cui ogni individuo se ne stava seduto con il proprio pc sulle gambe, a comunicare via chat con il proprio vicino di panchina. Una prospettiva “umanamente” desolante, senza dubbio.

Lo spazio che ho creato, dedicato alla Sociologia, voleva essere un “luogo” di condivisione di passioni e pensieri, aperto come una finestra sul mondo. Per questo è un luogo transnazionale, poiché non è delimitato da confini geografici o barriere e poiché, seppur virtualmente, gli accessi (spostamenti) possono essere fatti in entrata e in uscita senza alcuna difficoltà. È multiculturale, poiché è popolato da migliaia di utenti con background sociali, religiosi ed etnici distinti. Infine, è interdisciplinare, poiché malgrado la dicitura dica “SOCIOLOGIA” , gli iscritti sono sociologi, psicologi, medici, avvocati, economisti, giornalisti, esperti di comunicazione, studenti, persone che non hanno mai studiato sociologia ma che si interessano, curiosi e semplici appassionati di questo o quel famoso sociologo (tra tutti, Bauman).

Non è forse un bell’esempio concreto del cosa significa uso “sociale” dei new media? Per fini non esclusivamente ludici, ma anche per informarsi e per reperire informazioni utili circa l’università, il lavoro, il proprio futuro e quello di tutti noi?

Insomma, mi sembra una bella “pagina” da analizzare, con sguardo sociologico. Almeno proviamoci.

Radiografia di SOCIOLOGIA

Periodicamente, per gli amministratori delle pagine facebook, vengono rilasciate informazioni relative al “traffico” della pagina: condivisioni, diffusione delle notizie, partecipazione attiva e passiva degli utenti, persone soddisfatte e insoddisfatte, anagrafica degli utenti e così via. L’analisi che segue si riferisce ai dati raccolti al 7 ottobre 2013.   

Chi siete? Chi siamo?

Il totale di coloro che hanno detto “mi piace” sono 25.000. Di questi il 59,4% sono donne e il 40% uomini. C’è un piccolo scarto di 0,6 punti percentuale poiché non tutti hanno indicato nel proprio profilo il sesso, dunque non si ottiene un 100%.

 

Grafico.1.1Chi siete?

SOC_FAN

Fonte: elaborazione dati facebook, 07.10.2013.

Dal punto di vista anagrafico la coorte d’età più rappresentata è quella dei 18-24 anni, a seguire quella dei 25-34 anni e infine la coorte 35-44 anni. Le donne sono quelle che partecipano più attivamente: il 60,9% contro il 38,5% degli uomini. E quelle che condividono i contenuti in modo maggiore: 58.3% contro il 41,3% degli uomini.

Da dove venite e che lingue parlate?

Molto interessante, inoltre, è l’analisi della geolocalizzazione e delle lingue parlate. Per diverso tempo la componente più cospicua era rappresentata dagli italiani e dalla lingua italiana, per ovvi motivi direi. La quasi totalità delle condivisioni, di miei post e dei messaggi è in lingua italiana, eppure, da due anni a questa parte, la componente più importante è rappresentata dai brasiliani e dunque, dalla lingua portoghese.

Grafico.1.2. Da dove venite?

Paesi

Fonte: Rielaborazione dati facebook, 07.10.2013

Grafico.1.3.Che lingua parlate?

Lingue

Fonte: Rielaborazione dati facebook, 07.10.2013

Analizzando i dati della “partecipazione” alle attività della pagina, invece, proprio in virtù del fatto che la quasi totalità delle interazioni e degli input che “offro” è in lingua italiana, risulta che il gruppo più attivo è quello italiano (l’81%), con 5135 utenti attivi nel mese precedente alla data di rilevazione, a seguire i brasiliani con 2031 utenti attivi. Il numero di utenti attivi, ossia coloro che hanno cliccato un “Mi piace”, hanno commentato e/o condiviso un link o un post dalla pagina verso altre destinazioni, sono sensibilmente meno di coloro che si sono “iscritti” alla pagina. Partecipano attivamente solo il 29% dei brasiliani, il 28% dei messicani, il 30% degli argentini e il 44% degli spagnoli.

Come siete arrivati alla pagina SOCIOLOGIA?

Un altro aspetto interessante che occorre analizzare è il “come” è stata trovata la pagina. In base alle statistiche relative alla settimana precedente alla data di rilevazione, su 649 nuovi “Mi piace”, il 66% ha ha trovato la pagina sulle informazioni di Facebook, il 9% dai motori di ricerca, l’8% a seguito dei suggerimenti da parte di Facebook, il 3% sulle bacheche di amici, il restante 14% ha raggiunto la pagina da link condivisi da altri utenti, da commenti su altri gruppi/pagine o su suggerimento di amici e conoscenti.

Infine, le attività che vengono eseguite con maggiore frequenza sono i “Mi piace”, seguiti dai commenti e a concludere, la condivisione del post/link a cui si è messo il segnalino positivo e/o il commento. Per esempio, dal primo settembre ad oggi, il giorno che ha presentato la più alta attività degli utenti è stata la giornata del 18 settembre, dove sono stati dati 96 “mi piace”, 33 condivisioni e 7 commenti. La giornata meno attiva è stata, invece, il 7 ottobre con 6 “Mi piace”, 1 condivisione e zero commenti.

Il dato però che misura l’attività quotidiana di tutti gli utenti, ossia quelli attivi (sopra descritti) e quelli passivi (quelli che aprono un link per leggere la notizia oppure che leggono gli status senza però intervenire, è il grafico della “portata totale“.

Grafico.1.4. Portata totale del periodo 10sett. – 05ott.

portata totale

Fonte: Rielaborazione dati Facebook, 07.10.2013 

Conclusioni

Dall’analisi delle attività sulla pagina facebook SOCIOLOGIA è emersa una dinamicità sociale interessante. 25.000 utenti da tutto il mondo, centinaia di interazioni quotidiane tra commenti, condivisioni, “Mi piace” a cui vanno aggiunti i numerosi messaggi privati che ricevo a settimane alterne, con domande di ogni genere. Migliaia, invece, sono le interazioni spontanee passive, quelle per cui gli utenti visitano la pagina, leggono il materiale, ma non commentano o condividono.

Tra il materiale maggiormente condiviso, inoltre, risultano frequenti i riferimenti a libri e saggi inerenti la sociologia e le scienze sociali in generale, inviti a meeting, congressi, manifestazioni, riguardanti temi socialmente rilevanti (lavoro, giustizia, diseguaglianze, generazioni, diritti umani), ma anche eventi non connessi alla sociologia, come i festival della musica, della medicina e del medico di famiglia, dell’arte e così via.

Più raro è l’utilizzo della pagina come “serbatoio” per indagini sociologiche o ricerche. Frequente, soprattutto nella fascia di utenti più giovani, le richieste di aiuto per esami e lavori di tesi. Frequente anche la richiesta di opinioni personali sul ruolo del sociologo e sul “senso” dello studiare sociologia.

 

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