L’Ucraina vista da un intellettuale. Parla Andriy Bak

Articolo tratto da formiche.net – 11.03.2014

La situazione in Crimea è ancora tesa e sembra ormai imminente la separazione dall’Ucraina. Grazie ai contatti con un’amica, Barbara Golini, sono riuscito a intervistare un intellettuale ucraino che vive ora a Stoccarda. Andriy Bak ha 37 anni è nato in Ucraina, ha studiato germanistica e italianistica all’Università di Stoccarda e Università degli Studi G.d’Annunzio Chieti Pescara. Vive e lavora come traduttore e libero professionista a Stoccarda e in questa intervista ci offre un’interpretazione dei fatti che hanno sconvolto la sua Ucraina. 

Sig. Bak l’Ucraina vive oggi una situazione drammatica. Come siamo arrivati a questo punto?

Dobbiamo partire da molto lontano, dal novembre 2013. All’inizio il Maidan era un movimento pacifico. Il 30 novembre la polizia ha assalito gli studenti universitari che manifestavano pacificamente, per la mancata sottoscrizione del Trattato di Associazione con l’EU. Da quel momento il movimento ha iniziato ad allargarsi. Inizialmente non c’era alcun coinvolgimento della politica, era una scelta ben precisa del movimento iniziale stesso, il non voler alcun politico all’interno del movimento, per consentire ai manifestanti di agire liberamente e di cogliere la chance che si era venuta a creare per cambiare le cose in Ucraina. Il movimento Maidan, partiva dall’osservazione che la politica ucraina poco riusciva a fare contro corruzione e malcostume al suo interno e che la possibilità di cambiare questo stato di cose, non sarebbe mai potuta nascere dai politici stessi in quanto essi stessi corrotti. L’idea di associarsi all’EU, dava a questi giovani  la possibilità di ancorarsi a delle regole stabilite dalle EU sui diritti umani e sulle leggi da applicare per sviluppare il sentimento democratico. Essi speravano che con questo accordo l’EU avrebbe spinto i politici ucraini a cambiare e , in un processo continuo e determinato, ad eliminare la corruzione dilagante.

Quindi l’obiettivo era di spingere per entrare nell’EU?

 

L’accordo non prevedeva l’inserimento dell’Ucraina quale membro EU, questo tipo di confusione persiste ancora in molti europei. Gli ucraini sanno bene di non poter entrare a far parte dell’EU quale paese membro, ma voglio – in quanto europei- sentirsi, in qualche modo, legati ad un sistema con valori che gli appartengono e che possano aiutarli a migliorare. Il presidente Janukovic non ascoltava i giovani del movimento e non ha agito contro l’intervento del 30 novembre contro gli studenti. La popolazione voleva ch’egli reagisse e che chiedesse spiegazioni di questo intervento aggressivo. La situazione a questo punto è peggiorata. Il 16 gennaio Janukovic decide, insieme al suo governo, di approvare una legge che possa consertire di arrestare i dimostranti potendoli tenere a lungo in prigione.

La Russia contesta all’Ucraina di aver deposto un Presidente eletto democraticamente con la violenza. 

Janukovic, come ho detto prima, non ha reagito ai primi attacchi sulle manifestazioni studentesche e questo lo ha allontanato sempre più dalla gente, da chi chiedeva riforme. Negli ultimi tempi, Janukovic aveva fatto una serie di riforme che lo avevano reso sempre più forte e aveva messo i deputati in una situazione di mancata autonomia. Difatti, non appena egli è fuggito verso la Russia, gli stessi deputati del suo partito si sono trovati in difficoltà perché per la prima volta decidevano da soli, senza avere l’obbligo di ubbidire a ciò che egli comandava.

I gruppi che hanno rovesciato Yanuchovic, dicono i russi, sono fascisti. Che idea si è fatto di questa rivolta?

È vero che all’interno del nuovo governo ci sono dei membri del partito di destra Svoboda, che nelle ultime elezioni erano già presenti e che hanno avuto una percentuale di votanti bassissima. Tuttavia, non  bisogna dimenticare che i deputati del parlamento non sono stati cambiati, sono gli stessi del governo Janukovic. Solo alcuni dei nuovi ministri sono stati eletti e presi dalle proteset di piazza, tranne il partito UDAR di Klichko, che non ha voluto partecipare, tutti coloro che erano in piazza per protestare, hanno avuto degli incarichi. Il governo, però, è un governo di transizione che ha il compito di preparare le riforme future e il nuovo governo. Purtuttavia, la rivolta di Maidan nasce dalla rivolta degli studenti che furono brutalmente assaliti dalla polizia nel silenzio del governo.

La Crimea è per lo più russofona, il 30 marzo ci sarà un referendum, come reagirà l’Ucraina alla ormai certa divisione?

Di fatto la Crimea è sempre stata diversa dal resto dell’Ucraina, in quanto regione autonoma. In Crimea soltanto due scuole insegnano in lingua ucraina e tutto il resto è in russo, non capisco bene questa necessità di scissione, poiché mai e poi mai c’è stato in passato, un qualsiasi segnale di tentativo di cambiare le cose o di “opprimere” o “perseguire” la comunità russofona che è da moltissimi anni in maggioranza nella regione. Io sono statoin Crimea un paio d’anni fa e debbo dire che a volte mi sono sentito io straniero, in quanto tutti parlavano russo.

Putin ha mosso ormai le truppe, come vivete questa situazione, come ucraini?

Come una follia, con la paura che possa accadere qualcosa. Per ora la situazione nell’Ucraina dell’ovest da dove vengo e dove si trova la mia famiglia, è tranquilla, ma si vive con la paura di una possibile guerra civile. Io spero solo che l’Ucraina si liberi da tutto questo e dalla corruzione e dal malgoverno che l’ha soffocata.

Si poteva evitare tutto questo? Non ci sono state provocazioni da parte del nuovo parlamento? Come aver tolto la lingua russa dalle lingue ufficiali?

Non credo ci siano state provocazioni da parte del nuovo parlamento che come ho spiegato prima nuovo non è, semplicemente credo che alcuni personaggi abbiano tutto l’interesse a fare in modo che la comunità russofona si ribelli. Non so se sapete che esistono testimonianze di immagini di persone viste in diverse città a manifestare contro il governo ucraino e queste persone sono sempre le stesse. A quanto pare, sono entrati in Crimea e in Ucraina dei fanatici che cercano di sobillare la popolazione.

Cosa si aspetta adesso da parte dell’Occidente e dell’UE in particolare?

Mi aspetto un appoggio e che l’UE ci sostesga nella realizzazione delle riforme necessarie affinché corruzione e malcostume possano finalmente sparire dalla scena politica ucraina.

Quale futuro si immagina adesso per l’Ucraina e il suo popolo? E quale futuro si auspica?

Mi auspico pace e serenità per il mio popolo, che è un popolo generoso e che ha sofferto molto e che non ha ancora avuto a tutt’oggi la possibilità di esprimersi liberamente. Spero che la Crimea non voglia la separazione ma se così fosse, spero che avvenga nel consenso e senza alcun spargimento di altro sangue.

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