Il sistema scolastico tedesco. Un focus su Berlino

download

In Germania ogni Land definisce le regole relative ai percorsi scolastici. Di recente, Berlino ha modificato alcune cose relative alla struttura dei percorsi formativi e scolastici.

Fino a qualche tempo fa, infatti, i ragazzi che frequentavano le scuole professionali, chiamate “Realschule” (ora Mittelschule), non sostenevano l’Abitur, ossia il diploma e quindi non avevano accesso all’Università.

Scuola tedescaNel percorso standard berlinese, i bambini entrano nel sistema di istruzione pubblica (il privato è una parte residuale, e non fa status) già a 6 mesi. In questo modo le mamme possono lavorare e lasciare i bambini in strutture professionali e gestite dallo Stato. Il momento cruciale è rappresentato dalla Grundschule, che potremmo far equivalere al ciclo primario italiano denominato “scuole elementari”. Nel fulmine rosso accade che in base alle valutazioni ottenute nel corso del tempo, gli insegnanti indirizzano in modo vincolante i ragazzi o al Gymnasium (per chi ha delle votazioni molto alte) o alla Mittleschule (per chi ha valutazioni medio-basse).

Dopo il diploma, i ragazzi della Mittelschule possono optare per l’ammissione all’Università o nelle c.d. Fachhochschule (scuole di alta specializzazione) o optare per una Berufschule, ossia un percorso che prevede un graduale inserimento nel mondo del lavoro, caratterizzato da momenti di scuola e di apprendimento teorico e ore di lavoro vero e proprio presso aziende o enti adatti. Alla fine di quest percorso si ottiene un Berufsschulabschluss.

A questo sistema “a due corsie” sono state mosse molte critiche e la riforma attuata di recente, che prevede appunto un Abitur anche per i ragazzi che sono stati “mandati” nella Mittelschule, è un modo di porre rimedio alle distorsioni che il modello ha prodotto, specie di carattere sociale (desiderabilità, riconoscimento, autostima nei ragazzi/e).

L’aspetto interessante di questo sistema corretto, oggi, è quello che prevede l’inserimento graduale nel lavoro assieme ad ore di apprendimento scolastico, ossia il percorso “Beruf” (in tedesco si utilizza per indicare un’attività lavorativa, ma ha anche significato di “vocazione”). Questo modello è noto anche come “sistema duale” perché c’è, appunto, questa combinazione di teoria e pratica che prevede l’instaurazione di un accordo e di sinergie, tra azienda e scuola. In questo sistema si ha anche una “triangolazione” di figure e responsabilità: c’è il formatore (l’azienda), c’è l’istruttore (la scuola) e l’apprendista, ossia il ragazzo o la ragazza che segue il percorso di studi. A questi apprendisti, il formatore è tenuto a corrispondere un salario che varia in base ai contratti e/o accordi stipulati.

Il sistema qua descritto è di grande interesse, oggi, per le riforme che in Italia vogliono essere apportate nel sistema lavorativo. Questo interesse, però, non può limitarsi ad un “copia-incolla” del sistema tedesco nel contesto italiano, sappiamo per altre esperienze che il fatto che un processo/evento/meccanismo e via dicendo, sia positivo in un contesto, non comporta che trapiantandolo altrove produca gli stessi effetti, positivi o negativi. Quindi: attenzione!

Certo è che il sistema duale ha dei vantaggi notevoli per l’apprendista e per l’azienda che vuole assumere. Qua torna in auge la famosa teoria del Capitale Umano di Gary Becker, tema ampio che non può essere discusso in questo post, ma su cui torneremo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...