La Cura di Franco Battiato

1996_L'imboscata

Ci sono tante canzoni nella tradizione italiana che si possono definire semplicemente favolose. Per mio gusto personale però, devo attribuire a “La Cura” di Franco Battiato un posto speciale. Il testo, come in molti sapranno, è stato scritto con il filosofo Manlio Sgalambro, recentemente scomparso.  Quello che colpisce di questa canzone è la bellissima armonia tra parole e musica. C’è un “quid” che la rende unica e che ha di fatto sancito il suo successo commerciale, senza dubbio, ma anche culturale. Manlio Sgalambro è stato un filosofo nichilista secondo alcuni, ma si potrebbe dire essenzialmente un anti-idealista. Una sua frase molto famosa, riportata un po’ ovunque, perfino su wikipedia nella sua biografia recita così:

Il nascere e il morire sono i due momenti unicamente reali. Il resto è sogno, interrotto da qualche insignificante sprazzo di veglia

Stando a questa affermazione, ho pensato, cosa ci vuole dire il testo da lui scritto de “La Cura”? Di cosa parla essenzialmente questa poesia, perché di fatto, di questo si tratta. Leggendo le svariate interpretazioni online si passa dalla tradizionale interpretazione di “canto d’amore” alla “preghiera”. Devo dire che secondo me questa canzone ha il pregio proprio di essere scritta in modo tale da non avere un recinto prestabilito: non c’è un Lui o un Lei, né un Lui e un Lui, né una Lei e una Lei. Non ci sono soggetti, se non quello che canta quelle parole in quel momento e potrebbe dunque essere chiunque di noi, e il destinatario? Potrebbe essere chiunque, anche in questo caso: un amante, un genitore, un parente, un amico. Per quanto mi riguarda si potrebbe anche dire che è un monologo, un auto-incitamento.

Questa canzone ha il dono dell’universalità: si può cantare per celebrare un amore eterosessuale od omosessuale, per celebrare l’affetto tra un genitore e il figlio o viceversa, tra un nonno o una nonna e i suoi nipoti, e viceversa. Può essere anche una preghiera che viene rivolta a un Dio o agli uomini, perfino a se stessi. Potrebbe essere, per tornare alle parole di Sgalambro, la narrazione di un sogno. Di quella parte dell’esistenza che non è reale, ciò che divide il momento della nascita e quello della morte.

La bellezza di questa canzone ha stimolato altri grandi autori ed interpreti italiani e non solo, che hanno ricantato questo testo, di seguito ho raccolto le interpretazioni che conoscono e che mi sono piaciute.

LA CURA – Noemi: https://www.youtube.com/watch?v=fvpMoo_tP3g

LA CURA – Celentano: https://www.youtube.com/watch?v=U5zKSO0ouL8

LA CURA – Alice: https://www.youtube.com/watch?v=pv1ioleLKCo

LA CURA – Silvia Mezzanotte: https://www.youtube.com/watch?v=jJBMJOssBRU

LA CURA – Lucio Dalla, Fran­co Bat­tia­to -​ Flo­ren­ce Do­no­van -​ Gian­ni Mo­ran­di -​ I­skra -​ Ro­ber­to Fer­ri -​ Se­pi­deh Rais­sa­dat : https://www.youtube.com/watch?v=JhA9IrLzZug

LA CURA – (francese) Judith Bérard: https://www.youtube.com/watch?v=nMpjYkWTxJY

LA CURA – (inglese) Greg Castiglioni: https://www.youtube.com/watch?v=lfupEOX50IY

LA CURA –  Manuela Zanier: https://www.youtube.com/watch?v=nvh31cXifzM

LA CURA – Massimo Ranieri: https://www.youtube.com/watch?v=nC7MMIwM-lM

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